Incontro del 4 marzo 2026

Portofranco, dall'esperienza il metodo

Sintesi dell'incontro con il professor Marcello Tempesta, a seguito del convegno "Dalla ricerca al metodo: il percorso educativo di Portofranco" (Regione Lombardia, 19 novembre 2025)

Il 4 marzo 2026 Portofranco ha incontrato il professor Marcello Tempesta per approfondire la ricerca pedagogica indipendente condotta sulla propria esperienza, affiancata dallo studio statistico della professoressa Pennoni e del gruppo di statistici dell'Università Bicocca.
Per la sua indagine, il professore ha incrociato i materiali prodotti internamente da Portofranco con interviste nelle sedi di Sondrio, Taranto, Palermo e Rimini, oltre a tre giorni di osservazione diretta nella Casa Madre di Milano, ascoltando ragazzi, volontari e staff.

Un'unità molteplice

Arrivando in una qualsiasi delle decine di sedi italiane, colpisce anzitutto la compresenza di una forte unità di impostazione e di una grande libertà creativa nel realizzarla sul territorio. Il cuore del metodo è l'aiuto allo studio personale, uno-a-uno, ma dentro un contesto comunitario: il ragazzo non è mai solo, c'è un'intera realtà che, come dice Tempesta, «fa il tifo per lui». Non lezioni, ma appuntamenti: un'accoglienza iniziale e un accompagnamento che si protrae nel tempo, capaci di generare responsabilità e puntualità. Colpisce anche la varietà dei volontari — in particolare il legame con gli universitari, più vicini per età ai ragazzi — e la naturalezza con cui qui si superano le distanze culturali che altrove diventano marginalità.

Il metodo: quattro criteri, non una procedura

Per Tempesta il metodo non è mai una gabbia di passi meccanici, ma un criterio orientativo che nasce dalla pratica. Nel lavoro di Portofranco ne riconosce quattro, tutti al servizio di una vera "educazione allo studio":

  • Realismo educativo — si parte dal bisogno concreto di studiare e dalla persona reale che si ha davanti, senza la pretesa di modellarla. Come ricorda lo psicoanalista Massimo Recalcati, «bisogna amare la stortura della vite».
  • La relazione al centro — sulla scia di Carl Rogers, si impara quando ci si sente riconosciuti: e il riconoscimento, a sua volta, apre a riconoscere la realtà.
  • Motivazione educabile — non è un dato di fatto («è motivato» o «non lo è»), ma un processo che matura nel tempo, e nasce dall'attrattiva più che dal moralismo del "devi".
  • Un metodo di studio personale — accanto al compito del giorno dopo, si costruisce insieme al ragazzo, poco alla volta, un modo di studiare cucito sulle sue caratteristiche.

Gli esiti, oltre i voti

I risultati scolastici migliorano, ma per Tempesta il dato più prezioso è la crescita della "agency" personale: ragazzi che tornano a essere protagonisti della propria vita, capitani della propria barca. È il miglior antidoto alla passività e alla dispersione — e spesso anche alla devianza: «il contrario dello studente distratto è lo studente attratto». Significativa anche la naturalezza con cui a Portofranco convivono ragazzi italiani e di origine straniera, guardati come persone prima ancora che come rappresentanti di una cultura. Accanto alle competenze disciplinari crescono le life skills, e soprattutto matura l'idea di un progetto di vita: riprendere in mano il timone della propria esistenza, ben oltre l'esito scolastico.

Dal dialogo con la sala

«L'educazione è sempre un incontro interpersonale: un soggetto che incontra un altro soggetto.»

«Il nostro compito è seminare, non raccogliere.»Sulla pazienza come virtù pedagogica

«La libertà è una bicicletta: non la si usa per girare in tondo, ma per andare in un posto che ha un senso.»Sulla libertà, sempre coniugata con responsabilità

Il prossimo passo

Interrogato su cosa manchi ancora, Tempesta invita Portofranco a non sottovalutare il valore della propria storia e a raccontarla di più: «Non fate sembrare il vostro lavoro un semplice doposcuola: è molto di più». Il valore dell'esperienza, ricorda, non sta tanto nei numeri quanto nell'esemplarità: «C'è un oceano dentro una goccia». Un invito raccolto da Alberto Bonfanti nella chiusura dell'incontro: continuare a prendere coscienza di ciò che si è, per capire quale sia il passo ulteriore da compiere.

Il testo integrale dell'incontro è disponibile qui: Incontro portofranco con Prof Marcello Tempesta